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2.3 Viral Website Marketing:

 

Un altro metodo di Viral Marketing si realizza attraverso la creazione di un sito internet talmente interessante o insolito da stimolare il passaparola. A partire dagli anni ’90, le aziende hanno iniziato a realizzare i propri website, per farsi pubblicità con un nuovo mezzo comunicativo relativamente economico. In principio era sufficiente possedere una semplice homepage, in cui trovare informazioni generali sui prodotti o sul brand. I concorrenti online erano limitati ed il sito aziendale era facilmente raggiungibile dai potenziali clienti. Per attirare ulteriori visite, il posizionamento di qualche banner pubblicitario avrebbe incuriosito nuovi utenti. Oggi la situazione è molto differente: esistono milioni di siti internet ed il pubblico è disperso fra tutte le offerte simili. I banner sono diventati inutili, censurati con l’aiuto di software oppure semplicemente ignorati. Un nuovo sito che fornisce contenuti o servizi già visti, ha poche speranze di successo. Le aziende hanno quindi bisogno di realizzare delle homepage con soggetti esclusivi, inerenti al prodotto da pubblicizzare. Riuscendo a distinguersi dall’ordinario si può essere nuovamente interessanti ed attirare l’attenzione dei consumatori. Naturalmente è necessario inserire nel Viral Website le giuste caratteristiche, che incoraggiano la diffusione del link ed informano i potenziali clienti. Lo scambio di links è una delle attività più frequenti di chi naviga nel world wide web. La natura stessa di internet, composta da infiniti collegamenti ipertestuali, permette agli utenti di passare da un sito all’altro nel giro di pochi secondi. Ogni link può essere condiviso in modo semplice e veloce, attraverso e-mail, chat, blog, forum, video, podcast ed anche offline, scritto su di un normale foglio di carta. La praticità comunicativa di un indirizzo web è superiore a qualsiasi altro formato: lettere e numeri sono le basi stesse del passaparola. È semplicissimo condividere un Viral Website: basta pronunciare una frase oppure scriverla. La trasmissione iniziale del link da parte d’individui particolarmente influenti, rende ancora più forte il contagio del web-virus. Una volta che il sito è trascinato dal potere del passaparola, la sua accessibilità cresce a dismisura. I risultati di Google, il più grande motore di ricerca online, sono infatti influenzati dalla popolarità fra gli utenti. Più un sito è linkato sul web e maggiore è la possibilità di essere fra i primi risultati nelle query di ricerca, attraendo così nuovi visitatori.

 

Raggiunto il sito, la pagina principale deve essere subito intuitiva, semplice da navigare e leggera da caricare. Una bellissima homepage che ha bisogno di molto tempo per essere visualizzata oppure richiede strani plugins, esclude in partenza una grande fetta di pubblico. Un’attesa troppo lunga o una struttura complessa possono fare rinunciare il visitatore, la mancanza dei plugins gli renderebbero impossibile la visita. Ogni particolare del sito va studiato in modo da aiutare l’utente ad apprezzarne i contenuti senza problemi. Dopo aver conquistato il target con l’idea contagiosa, il Viral Website può offrire maggiori informazioni sul brand. Il consumatore può conoscere meglio le qualità dei prodotti, comunicare con gli organi di pubbliche relazioni o con gli altri utenti e magari comprare in uno shop online. Tutti i movimenti avvengono sul sito controllato direttamente dall’azienda e questo consente di analizzare i feedback dei clienti e le statistiche di apprezzamento. La strategia del Viral Website non ha probabilmente sviluppato ancora tutte le sue potenzialità, ma è già possibile trovare alcuni interessanti esempi, come quello di Beer.com.

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