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2.3.1 Virtual Bartender.beer.com

 

Descrizione: Virtualbartender.beer.com è una pagina web interattiva, composta principalmente da una schermata video ed uno spazio che permette al visitatore di scrivere dei comandi. La finestra centrale mostra l’interno di un bar: davanti al bancone, un’affascinante barista (Tammy Plante, modella di Playboy) sorride in video alla webcam. Un tasto invita l’utente ad inviare una richiesta a Tammy ed appena trasmesso il messaggio, lei reagisce ad ogni provocazione. La modella balla, combatte come uno Jedi, bacia un'altra playmate, mostra parti del suo corpo o compie azioni fra il softporn ed il nonsense, per poi tornare alla sua posizione originaria, pronta per nuove richieste. Il tutto seguendo i comandi imposti attraverso il sito. Il visitatore ha inizialmente l’impressione di essere realmente collegato online con Tammy, che legge i suoi ordini e li esegue. È il sogno di ogni adolescente: una bellissima ragazza pronta a soddisfare ogni richiesta.. o quasi. Ci si rende presto conto che la webcam non è veramente in tempo reale. Il sistema digitale è stato sviluppato in modo da rispondere ad una serie di parole chiave e caricare sulla pagina un video inerente. Scrivendo i giusti comandi si riceve in regalo una nuova scenetta dell’avvenente barista. Passata l’impressione di realtà, rimane l’eccitazione della scoperta e dell’interazione: quali desideri può esaudire Tammy? Fino a dove si spingerà con le sue mosse provocanti? Quali assurde situazioni può causare? Esistono oltre 120 diverse azioni nascoste nel database del sito, che aspettano solo la giusta parola per essere attivate.

 

 

Peculiarità: il sistema di Virtual Bartender appare simile ad un altro Viral Website prodotto alcuni mesi prima da Burger King, per pubblicizzare la sua nuova linea di panini al pollo. The Subservient Chicken e un sito in cui uno strano individuo vestito da pollo esegue in webcam gli ordini dei visitatori. È giusto citare Burger King per essere stato forse il primo a realizzare un personaggio “interattivo”, capace di attirare l’attenzione del pubblico, con un’idea semplice ma innovativa. Virtual Bartender si può quindi definire come una copia dell’originale, riuscita tuttavia a farsi notare. La strategia scelta era ancora abbastanza peculiare (VB è stato il secondo sito ad utilizzarla) ed ha potuto fare colpo. I visitatori rimanevano affascinati dalla possibilità di comandare Tammy e vedere le sue risposte in video. L’interattività offerta era superiore rispetto ai tradizionali siti internet, prevalentemente testuali. Esistono tuttavia alcune differenze fra le due campagne virali. Il cambiamento più evidente è ovviamente la scelta di una seducente modella di Playboy al posto di uno stravagante pollo. The Subservient Chicken si affiancava a differenti metodi promozionali (spot TV, giornali) per diffondere la sua immagine. Il caso di Virtual Barteder è stato invece sviluppato esclusivamente online, rendendolo così più interessante per analizzare le strategie di un Viral Website.

 

Passaparola: l’epidemia di Virtual Bartender è cominciata la sera del 4 novembre 2004. La pagina era stata preparata nei mesi precedenti, per poi essere inserita segretamente nel server di Beer.com. Era possibile accedervi solamente con richiesta al link diretto: non esistevano infatti collegamenti dalla homepage. Per iniziare il contagio, l’indirizzo web nascosto di VB è stato svelato tramite e-mail a 10 amici dello staff di Beer.com. Il giorno successivo i contatti ricevuti erano già più di 15.000 ed alcuni utenti avevano aperto un forum amatoriale, per discutere di Tammy e riportare i primi comandi scoperti. La comunicazione a quelle prime 10 persone si era moltiplicata a dismisura, infettando le reti sociali ed i gruppi d’influenza. Entro il 10 novembre, la cifra era salita ad oltre 500.000 visite. Il link continuava a girare grazie al passaparola, i ragazzi parlavano di Tammy con gli amici, nelle chat e nei forum di tutto il mondo. Era sufficiente rivelare il link “nascosto” per diffondere il messaggio. Dopo un mese, Virtual Bartender aveva raggiunto un traffico complessivo di 10 milioni di visitatori. La fama della barista virtuale era arrivata anche ad alcuni giornali tradizionali, che hanno scritto servizi ed analisi sul fenomeno. La diffusione virale ha permesso a Beer.com di diventare il primo risultato nelle ricerche di Google di termini come “beer”, economicamente importanti per la fascia di mercato giovanile. Nel mese di novembre 2004, Beer.com era il sito più popolare nel world wide web, con un aumento del suo traffico, rispetto ai periodi precedenti, di oltre l’800%.

 

 

Il pubblico era stimolato a parlare del sito per esperienza ludica (divertirsi nel vedere le scene e scoprire nuovi ordini), per qualità estetiche (l’avvenenza della modella), per curiosità (chiedere o fornire le parole chiave per sbloccare nuove situazioni) e per guadagno personale (buona reputazione per aver scoperto un nuovo comando). Le caratteristiche virali sono state sviluppate in modo adeguato ed hanno avuto i loro risultati. L’enorme successo di Virtual Bartender è un perfetto esempio di un tentativo ben riuscito di Viral Marketing. Affidandosi esclusivamente al passaparola, il sito ha comunicato con milioni di utenti senza costi di diffusione.

 

Punto d’interesse: il target di Beer.com era la fascia di pubblico dei ragazzi fra i 17 e i 25 anni, per entrare in competizione con portali più famosi come Askmen.com e MaximOnline. Ironicamente, la proprietà più interessante di questa strategia non convenzionale è anche la più sfruttata della storia del marketing: la sessualità. Come abbiamo visto, Virtual Bartender ha seguito l’esempio di Subservient Chicken, per costruire un sistema interattivo che riesce ad intrattenere il suo pubblico. Il divertimento è mantenuto grazie alla struttura di gioco, che impone al visitatore di ricercare i giusti ordini e lo appaga con filmati sempre più particolari.

 

 

Tuttavia la superiore viralità di VB rispetto a SC è da ricercare proprio nell’utilizzo di una modella di Playboy. Il pollo di Burger King interessava il visitatore in maniera stravagante o addirittura inquietante. La versione con Tammy riesce però a toccare i più bassi istinti maschili, quelli sessuali. Oltre che appagare la propria curiosità, i ragazzi tentavano di trovare nuovi comandi nella speranza di vedere la barista in pose e situazioni sempre più sexy. Virtual Bartender può essere considerato come la versione web di un softporn, con in aggiunta l’eccitamento per l’interazione. Non esiste punto d’interesse più universale, per il target maschile adolescente, della soddisfazione della libido.

 

Praticità: Virtual Bartender è nato con lo scopo di attirare grandi quantità di ragazzi al portale di Beer.com, in modo da aumentarne la reputazione in quella fascia di mercato e renderlo così appetibile ai potenziali inserzionisti. La praticità qualitativa da mostrare era quindi doppia: da una parte convincere i visitatori dei contenuti del sito e dall’altra esibire le statistiche alle agenzie pubblicitarie, che volevano raggiungere quel target specifico. Gli utenti avevano la possibilità di iscriversi al VB Fan Club, una sezione gratuita del sito in esclusiva per i suoi membri. Entrati nel club, i clienti erano in grado di scaricare foto della modella e ricevere alcuni comandi segreti per sbloccare così nuove situazioni. Sono ormai oltre 200.000 gli iscritti al sito e Tammy continua ad attrarre 8.000 nuovi soci ogni mese. Il database del Fan Club permette all’azienda di tracciare un dettagliato profilo dei suoi utenti abituali, grazie all’inserimento del loro nome, hobby, età e zona geografica di appartenenza. Gli inserzionisti sono stati impressionati dalle cifre raccolte ed hanno così a disposizione un enorme archivio di informazioni su cui basare le loro pubblicità. Dall’altro lato del mercato, Beer.com è riuscito a comunicare ai visitatori di saper soddisfare i loro interessi, mostrando in maniera eccezionale una parte dell’offerta presente nel resto del sito: belle ragazze, feste, divertimenti e web games. Ogni utente rimasto affascinato dall’interazione con Tammy può accedere senza problemi al resto del sito e trovare altri contenuti interessanti, mentre nella sezione Shop è possibile acquistare gadget e materiali inerenti alla modella tanto ammirata. Virtual Bartender esprime efficacemente le caratteristiche di un sito che punta a contenuti banali (estetica del corpo femminile, svaghi), ma in modo innovativo (video interattivo).

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